Siti statici

Cosa sono i siti statici?

I siti statici sono di siti in cui vengono inseriti alcuni articoli su un tema specifico e poi non vengono più aggiornati.

La cosa più bella di un sito statico è che una volta che si posiziona nella serp ai primi posti riesce a portare guadagni senza ulteriore lavoro.

Come ci guadagno?

Principalmente ci sono due opzioni:

  1. banner cpc tipo adsense: quando un utente clicca sul banner guadagno x centesimi
  2. banner cpa tipo amazon: il cliente clicca sul link e prosegue con l’acquisto dell’oggetto pubblicizzato e guadagno una percentuale del costo dell’oggetto

Quali argomenti trattare?

La prima cosa da sapere è che non devi scrivere solo di quello che sai, anzi, la maggior parte delle volte questa scelta è una perdita di tempo.

Quello che ti serve è il tool di google per la pianificazione delle parole adwords e tanta analisi per trovare le parole più ricercate e con un cpc alto.

Esempi di argomenti validi

I termini medici sono spesso i più profittevoli (ma anche i + difficili da posizionare bene). La cosa migliore è cercare termini con un buon cpc e un numero di ricerche nè troppo alto (alta concorrenza) nè troppo bassa (guadagni irrisori).

Facciamo qualche esempio pratico.

Si potrebbe pensare di focalizzarsi su problemi fisici non gravi ma fastidiosi: stitichezza, dolori mestruali, mal di testa, ecc.

Si potrebbe di pensare di focalizzarsi su prodotti naturali specifici che hanno buon potenziale: cucina bio, prodotti bio (es l’olio dell’albero del the, i semi di lino, ecc).

Ok tutto chiaro ma…

come posiziono in alto i miei siti?

EH questo è il difficile…

ma con i metodi giusti tutto è possibile…

Metodi di cui parlerò nei prossimi articoli…

quindi

STAY TUNED

 

WordPress è la scelta migliore?

Al solito non giriamoci troppo intorno: SI.

WordPress è il più diffuso… Non sempre la numerosità è indice di essere il migliore ma in questo caso siamo di fronte al miglior compromesso: che tu abbia 1 visita al giorno, che tu ne abbia 50.000 puoi fidarti di questa soluzione.

Essere il più diffuso ha ovviamente i suoi pro ed i suoi contro; è fondamentale tenere sempre aggiornato core e plugin per evitare che qualche male intenzionato possa entrare a far danni (dipende sempre da chi ti attacca… quelli bravi non li fermi… ma fortunatamente il 99% son bimbiminkia che usano script trovati in giro per la rete).

Quali sono i passaggi fondamentali dopo aver installato WP?

Primo passo: configurazione wp – menu impostazioni

Generale: verifica di aver compilato il campo motto (non è fondamentale ma meglio averlo)

Lettura: verifica che l’opzione “Scoraggia i motori di ricerca…” non sia selezionato  oppure non finirai mai nei risultati di google

Permalink: l’opzione di default non è bella da vedere ed è poco efficace con i motori di ricerca. Va bene sia l’opzione nome dell’articolo che data+nome; scegli quella che ti piace di più.

Tutte le altre impostazioni possono essere ignorate.

Secondo passo: tema

Battuta ON: no non il tema di italiano… hahahahha Battuta OFF

Un tema bello da vedere e funzionale è fondamentale sia per semplificare (ed invogliare la navigazione) che per essere apprezzati dai motori di ricerca.

Esistono milioni di temi gratis e a pagamento; è sempre difficile far capire a qualcuno il motivo per cui debba spendere 50$ per un tema quando sicuramente esiste un tema molto simile gratis (no quelli che trovi con torrent non valgono, anzi potrebbero essere dannosi a meno che tu non sappia verificare che nel codice non sia stato inserito qualcosa che può farti molto male in futuro).

Dopo che hai fatto pratica e hai deciso di partire seriamente con il blog io consiglio di puntare un tema a pagamento. Il primo plus è l’assistenza e gli aggiornamenti. Il secondo, per me fondamentale,  è che le soluzioni a pagamento (scelte oculatamente) hanno un codice migliore, più pulito, senza fronzoli inutili e conseguentemente sono molto più veloci a caricarsi.

Il sito più famoso è probabilmente themeforest; è importante perderci tanto tempo a vedere i commenti di chi l’ha comprato, come vengono gestite le richieste di aiuto e quanto sono frequenti gli aggiornamenti. I requisiti oramai irrinunciabili sono: tema responsive (in parole povere in grado di adattarsi alle dimensioni dei diversi schermi, fondamentale per avere buoni risultati sia su pc che smartphone e tablet), seo (piccoli accorgimenti che semplificano la vita, h1,h2,h3 gestiti in maniera corretta, breadcrumbs (i menu che dicono all’utente dove si trovano), visual composer (permette di costruire pagine di impatto con un semplice drag&drop), retina support (non fondamentale ma utile visto che gli schermi sono sempre più definiti).

Se proprio vuoi continuare con le soluzioni gratis c’è un post spettacolare con centinaia di template gratis (la maggior parte responsive).

Terzo passo: plugin

La vera potenza di wp sono i plugin che permettono di aggiungere o migliorare le funzionalità già presenti. Con il tempo ognuno si crea un set di plugin fondamentali da installare sempre a cui poi si aggiungono plugin più specifici per le varie esigenze. Il primo consiglio è di non esagerare: i plugin costano in risorse del server (oltre che a volte essere a pagamento), anche un plugin disattivato può occupare risorse quindi meglio avere pochi plugin che servono e cancellare il resto.

I plugin per me irrinunciabili sono:

  • WordPress SEO:  permette di scrivere titolo e descrizione dedicata per ogni articolo/pagina (magari poi approfondirò, le potenzialità di questo plugin vanno ben oltre questo). Le opzioni di default vanno bene.
  • WP Smush.it: ottimizza le immagini caricate riducendo lo spazio occupato. Basta installarlo e dimenticarsi che c’è.
  • W3 Total cache: è complesso e merita un post dedicato. Velocizza il sito nvolte: irrinunciabile.
  • Disable comments: a volte si preferisce non avere commenti attivi e questo plugin è perfetto in quello che fa.
  • Comments evolved for wordpress: a volte i commenti sono fondamentali. Questo semplice plugin permette di abilitare i commenti wp, fb, g+ (e tanti altri) in maniera semplicissima.
  • Ultimate Coming soon page: vuoi lavorare al tuo sito senza che nessuno oltre te possa vederlo? Questo plugin è perfetto per questo; a tutti gli utenti non loggati viene mostrata una pagina.
  • WP Socializer: dare la possibilità ai lettori di condividere sui social è fondamentale. Questo plugin gestisce in maniera ottima questo task.

Ce ne sono altri importanti che dipendono però da cosa si voglia fare sul sito o anche dalle funzioni aggiuntive date dal tema installato (es. alcuni temi gestiscono in autonomia il codice analytics, per altri è meglio usare un plugin).

Altra cosa non considerata nella lista è la pubblicità: uno dei metodi più semplici per monetizzare è inserire banner pubblicitari sul proprio sito. Esistono plugin dedicati e spesso i temi permettono di inserire banner nelle posizioni di default. Essendo un argomento molto più ampio vedrò di occuparmene in un post dedicato.

Quarto passo: fermarsi a pensare a e fare un piano di sviluppo

ok probabilmente sarebbe meglio farlo prima di acquistare un template ma se sei arrivata/o fin qui è bene che tu ti ferma a pensare cosa vuoi comunicare con il tuo blog e in che modo. Tanti siti nascono in un modo e crescono in un altro: molto meglio pianificare prima…

 

 

Prima domanda: si possono fare i soldi con un blog?

Risposta secca: SI

Detto questo la prima cosa fondamentale che c’è da sapere è che è maledettamente difficile.

Scordati i trucchetti degli anni 2000 quando bastava inondare la rete di materiale di alcuna utilità (tecnicamente detto merda), riempendo pagine e pagine di keyword e aspettare fiducioso di salire nel ranking dei motori di ricerca.

Scordati anche di avere successo comprando per 5$ dollari su fiver millemila link verso il tuo sito (si anche gli edu e i gov non servono a una mazza, a parte farsi asfaltare da google). Non voglio dire che il link building sia morto, ma per apparire naturale c’è molto lavoro da fare; tornerò a parlarne diffusamente nei prossimi articoli.

Altro elemento da considerare è la concorrenza; dove girano tanti soldi il mercato è ovviamente saturo. Quindi se vuoi entrarci preparati ad investire grosse somme di denaro e tanto tempo; il mio consiglio, se stai leggendo questo articolo, è lascia perdere. E’ troppo presto per sfidare i pesci grossi.

Il consiglio che trovi un pò dappertutto è trovati una nicchia non satura, su un argomento che ti piace e che conosci bene e comincia a scrivere… esticazzi… molto semplice a dirsi, difficile la realizzazione.

La verità è che la cosa più importante è la pianificazione e la preparazione del progetto; non devi essere articolista per avere un blog, puoi pagare (poco) qualcuno per scrivere, non ti serve essere webmaster/designer/esperto php per costruire un sito, puoi farlo fare a qualcuno (per poco).

Che bello!

Quindi non capisco niente di blog, wp, seo e tutte queste sigle e posso fare i soldi in internet?

NO nessuna speranza

Il mondo è pieno di gente capace e ne avrai bisogno ma prima di contare sugli altri devi essere in grado di valutare e capire quello che ti propongono sia perchè non vuoi farti fregare, sia perchè solo così puoi avere il controllo sul tuo progetto per garantire che il risultato sarà quello che hai in testa e non qualcosa che qualcun altro ha deciso di fare (che è solitamente la soluzione più semplice e veloce ma raramente la scelta migliore).

Quindi che fare per cominciare?

Devi sperimentare sulla tua pelle. La prima cosa che ti serve è un blog (eggià): puoi scegliere una soluzione totalmente gratuita o comprare un dominio e lavorarci sopra.

Visto che l’obiettivo è imparare qualcosa che ti serva in futuro si parte con l’acquisto di un dominio.

E’ troppo presto per provare a spiegarti come dovresti scegliere un dominio per massimizzare i risultati che hai in mente quindi per ora prendi il primo dominio libero che trovi in qualsiasi estensione; ci sono nmila servizi di registrazione + spazio hosting a pochi euro l’anno. Non ho intenzione di indicartene alcuno o di spiegarti passo passo come si fa… Se sei così pigro da non voler sbatterti due secondi con google è inutile che continui.

Ok registrato il dominio e attivato lo spazio web quello che devi fare è installare wordpress; se il tuo hosting offre tra le funzionalità softaculous non devi far altro che seguire le istruzioni che ti da, altrimenti vai su wordpress.org, scarica lo zip e segui le istruzioni (again… no non ho alcuna intenzione di scrivere una guida su come installare wordpress… ce ne sono milioni).

Il mio primo sito

Bene! Il tuo sito è online con un bel articolo a tema “Hello World” e sei pronto (o pronta) per conquistare il web.

Che fare ora? Girati le impostazioni di wordpress, fai prove, vedi che succede, installa qualche tema e qualche plugin.

Perdici un pò di tempo… ore, giorni, settimane… dipende da te… se qualcosa va storto puoi semplicemente cancellare tutto… reinstallare e ricominciare.

Quando sei finalmente soddisfatto del risultato visivo e ti sembra di avere una minima idea di quello che stai facendo sei pronta (o pronto) per scrivere il tuo primo articolo.

Rilassati, prendi un bel respiro, pensa ad un argomento qualsiasi e comincia a scrivere; non importa molto la forma, la lunghezza (bhè magari un pochino… diciamo sottto le mille parole non vale) o che tu scriva qualcosa di utile o che possa portare traffico al tuo sito. Il punto è da un lato esercitarsi con wordpress che ti servirà sempre, dall’altro capire che fissare uno schermo bianco e trovare qualcosa da scrivere non è così semplice (ricordatelo anche quando proporrai 50 centesimi ad un articolista per 10.000 parole).

Fatto? bene

La ripetizione rende perfetti; sforzati di scrivere un articolo al giorno per un mese. Prova a immaginare un lettore che se lo trovi davanti e cosa si potrebbe aspettare vs quello che trova. Allenati a trovare immagini interessanti per arricchire i tuoi articoli.

Ok abbiamo detto un mese… un mese è lungo.

Diciamo che se dopo una settimana hai scritto almeno 7 articoli da 1.000 parole sei motivata/o e puoi cominciare a studiare un pò i temi su cui vai forte (se ce ne sono) e capire quale sarebbe la concorrenza. Ovviamente il vincolo di scrivere un articolo al giorno per un mese rimane.

Lo so cosa stai pensando: “guarda te sto pirla che mette l’avatar di Einstein e mi vuol far perdere un mese a scrivere cazzate senza senso quando potrei guadagnare soldi a palate con le guide per diventar ricchi (e con un pisello enorme)”.

Hai ragione

Purtroppo ogni cosa richiede preparazione; anche quelli che veramente guadagnano in internet (proponendo contenuti validi e non rifilando sole ad altri, anche in maniera lecita) ci hanno perso tanto tempo. Magari sei estremamente dotato ma nel 99% dei casi non aspettarti di cominciare a guadagnare prima di un anno ( e solo con un progetto solido alle spalle).

Quindi sei qui per trovare un metodo che ti faccia guadagnare entro una settimana i soldi per comprare il nuovo iphone?

Sito sbagliato; prova a farti solare in qualche sito di scommesse o forex.

Vuoi imparare veramente a costruire qualcosa di valido e duraturo in rete?

Mettiti comodo (non troppo… hai degli articoli da scrivere)

il viaggio è lungo ed è appena cominciato…

Ma come io devo scrivere un articolo da 1.000 parole al giorno e il tuo non arriva a quella lunghezza? Si hai ragione; ecco perchè questa frase finale :) 1019 parole.